La regola di Naismith

 

Ovvero: considerazioni sul calcolo dei tempi di marcia.

 

Il problema del calcolo dei tempi di marcia necessari ad affrontare una escursione non può sicuramente avere una risposta univoca e precisa, dal momento che le variabili in gioco sono molte e di vario tipo:

Soggettive, (legate all'allenamento ed in generale alle condizioni psicofisiche di chi percorre un determinato tracciato o al fatto di compiere l'escursione in gruppo più o meno numeroso ecc.),

ed oggettive, (come ad esempio le condizioni meteorologiche, il tipo di terreno ed il suo stato, il dislivello ecc.)

 

Il primo tentativo di trovare una regola empirica per prevedere il tempo di marcia in un determinato percorso è la cosiddetta “Regola di Naismith” dal nome del suo creatore, William W. Naismith , (alpinista scozzese, 1856-1935).

Questa prevede un'ora di tempo per ogni chilometro in proiezione più mezz'ora per ogni trecento metri di dislivello guadagnato.

Successivamente, questa regola ha subito dei perfezionamenti che tengono conto del livello di allenamento del soggetto (Correzioni di Tranter), e svariate interpretazioni, tuttavia, la sua validità è più vicina alla realtà quanto più il percorso è simile ad una salita pressoché continua.

Il risultato del calcolo su sentieri con alto dislivello cumulativo (saliscendi) come ad esempio percorsi in quota o alte vie, lascia molto a desiderare.

 

Nelle tracce di questo sito, il tempo di percorrenza viene calcolato secondo la regola di Naismith originale, è stato aggiunto ai calcoli quasi come “divertimento” e non va assolutamente preso come misurazione o previsione realistica.